Consiglio: Lo spettacolo si fa attendere

TRAPANI , 25 GIU – Abbiamo messo, ieri sera, 1 euro e 60 centesimi nella macchinetta del parcheggio e siamo corsi a Palazzo Cavarretta per assistere al primo Consiglio comunale dopo il viaggio “in America” del sindaco di Trapani dott. Vito Damiano che tante polemiche ha creato.

Non che il Consiglio, nelle nostre previsioni, conoscendo “gli scienziati” – come li chiama Nicola Baldarotta sul TrapaniOk di oggi -, valesse 1 euro e 60 centesimi, ma almeno speravamo di distrarci un paio d’ore dalla calura trapanese. Eppoi avevamo preso impegno con l’amica Annalisa per raccontarle i “lavori” degli “scienziati”.

Correvamo perché eravamo un tantino in ritardo rispetto al ritardo consuetudinario con cui il Consiglio, di solito, inizia: 15 minuti.

Ma giunti a pochi passi dal Palazzo abbiamo incrociato un capannello di consiglieri che si dirigeva al bar.Le poltrone se le spartero tutte e ora non ci interessa più niente a nessuno”, ci spiega uno di loro, che di cognome finisce in 58. Traduzione: se prima i consiglieri comunali provavano a mostrare almeno la presenza fisica nella speranza di accalappiare un posto di sottogoverno per amici e parenti, ora, a poltrone assegnate (ATM e Trapani Servizi), l’interesse non c’è più e quindi, col caldo, preferiscono andare al mare colla famiglia piuttosto che perdere tempo a seguire gli inutili “lavori” del Consiglio.

Precisa ancora il consigliere: Mancava il numero legale, ovvero il numero minimo per iniziare la seduta ed il presidente ha rinviato l’inizio di un’ora”.

Mannaggia! Un’ora di “strisce blu” pagata ammatula.

Impieghiamo l’attesa sollecitando il consigliere Franco Ravazza, unico che ha mostrato, da tempo, interesse al tema del problema dell’audio del Consiglio.Non si sente nulla”, gli diciamo. Ci riferiamo al “loggione”, sopra e dietro le teste del consiglieri, dove viene “costretto” il pubblico. “Le voci dei consiglieri che bisbigliano fra di loro dei fatti propri si accavallano con quella dell’oratore”. Franco, che è un tecnico nel settore, ci spiega quale deve essere il problema e ci promette un intervento immediato coll’impiegato addetto.

In effetti è di parola e pochi minuti dopo possiamo apprezzare l’intervento – acustico almeno, se non nei contenuti – del consigliere Enzo Abbruscato.

Alle 20 precise – quindi un’ora dopo l’orario previsto d’inizio – ci presentiamo al “loggione”: Aula ancora deserta. 3 consiglieri, un paio d’assessori, il sindaco, il segretario comunale. Nel “loggione” noi, un amico ed un altro curioso. Mancano i “grillini”: un paio, con tanto di coccarda, di solito avvicinano, per fare “sentire il loro fiato sul collo dei consiglieri” (dicono). Oggi mancano pure loro. Poi ci raggiunge un vigile urbano, mandato a controllarci “ad personam”: giammai possiamo fare una foto o un video ed “immortalare” i lavori del Consiglio senza l’autorizzazione del Presidente Bianco! Autorizzazione che, naturalmente, attendiamo da 6-7 mesi, essendo seppellita nei cassetti del suo tavolo la nostra richiesta. Siamo antipatici, forse. O rompicoglioni. E ci manda i vigili.

Alle 20:08 il presidente Bianco chiama l’appello, alle 20:12 ai presenti s’aggiunge il consigliere Enzo Abbruscato (PD) e un paio di minuti dopo, con calma, il consigliere prof. Ninni Passalacqua (PD).

All’appello rispondono, alla fine, in 19, su 30. Undici consiglieri comunali hanno preferito farsi i fatti propri. Qualcuno abbozza delle giustificazioni per gli assenti, mi sento tornato a scuola. “Il consigliere Fazio non è venuto perchè sta in convalescenza”, spiega un alunno, ops un consigliere. “I consiglieri La Pica e D’Angelo mancano per motivi personali”, aggiunge Lamia. “Anche Mangano e Andrea Vassallo sono assenti per motivi personali” precisa Briale. “Il consigliere Nino Grignano è assente per impegni personali”, giustifica Abbruscato.

Mi sento un poco preso in giro: ma quando si sono candidati a consigliere comunale, non aveva promesso di dedicarsi alla cosa pubblica? Invece oggi mettono gli impegni personali sopra quelli della Comunità?

Ma il dibattito incombe, oggi c’è il sindaco, e quindi i consiglieri possono “interrogarlo” sui problemi reali del territorio. Infatti prende la parola Enzo Abbruscato. Inizia con una battuta dall’humor inglese, simpatica forse, ma siamo in un Consiglio comunale, il Massimo Consesso cittadino, e non in un cabaret.

Forse, lui non conosce la differenza. Ma di questo parliamo nel successivo articolo.

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