TRAPANI –Senza praticamente alcuna polemica, il Consiglio Comunale di Trapani, ieri sera, ha “assorbito” il “caso Vassallo”, la nota vicenda che da un improponibile testo di un comunicato [LO PUOI SCARICARE DA QUI] era diventato caso nazionale. D’altro canto il consigliere socialista – ieri, per l’occasione, sostenuto da tutto il Gotha del Partito, il deputato Nino Oddo e la segreteria comunale e provinciale – aveva “giocato d’anticipo”, dimettendosi venerdì mattina dalla carica di presidente della Sesta Commissione consiliare dalla quale aveva “lanciato” il comunicato [QUI IL COMUNICATO DELLE DIMISSIONI].
Ieri sera, poi, Andrea Vassallo ha preso la parola per primo e ribadito le proprie scuseper il disagio arrecato ai colleghi e all’Ente per il proprio primo comunicato. Dopo di ciò, era evidentemente assurdo insistere sulla vicenda – almeno per la parte “polemica” -. Andare oltre e “crocifiggere” il consigliere ci sembrava, proprio, esagerato.
Dopo Andrea Vassallo, è intervenuto il consigliere Ninni Barbera (ex-socialista ed ex-PDL) che ha tenuto a sottolineare “il danno” causato da una “miopia politica, sia pure involontaria, che ci ha fatto additare come razzisti” e che “al Veneto, ha dato questa grande arma, ha regalato questo grande autogol”. Per Barbera, Vassallo “ha sbagliato, poveretto, a porre la questione per inesperienza”. Il consigliere Barbera, tuttavia, successivamente, si è complimentato con Vassallo per il “comportamento signorile di arrivare in Aula colle dimissioni”.
Enzo Abbruscato (PD), intervento nel dibattito succeduto alle comunicazioni di Andrea Vassallo, ha“registrato questa pubblicità negativa”. Nel suo intervento, Abbruscato ha voluto ricordare le “condizioni inumane” cui sono stati soggetti gli immigrati ricoverati due anni fa a Kinisia, “un vero lager”! Quindi, ha cercato di spiegare al collega che “quando parli non parli a titolo personale, ma rappresenti la Città”. “La lezione – ha concluso il capogruppo democratico – serva per esperienza non solo a lui, ma a tutti noi”.
“Vassallo ha la mia comprensione” ha detto, invece, il consigliere figlio d'arte Giorgio Colbertaldo, intervenuto in Aula. “Le dimissioni sono state affrettate”. “Il problema c’è”, assicura, infatti, il consigliere ex-democristiano: “troppa gente si muove, troppe persone a chiedere soldi”. Affermazioni incommentabili. E senza che, stavolta, si può accogliere la scusante della “inesperienza”.
Grosso modo sulla stessa falsariga l’intervento di Domenico Ferrante (altro “centrista”). Per il consigliere “s’è parlato troppo, in modo errato e fuorviante” della vicenda. Vassallo ha pagato “la voglia di fare e l’inesperienza”. Quel che serve, per Ferrante, comunque, in merito agli affollamenti del bus 31 per le frazioni a sud, è di“intensificare le corse, dando servizi per tutti”.
Giovanni Vassallo (PDL), quindi, s’è lamentato che “in questi giorni sono stato preso di mira” per l’omonimia col consigliere Andrea Vassallo. Il consigliere berlusconiano ha additato a colpevole del caso “certa stampa per fare vendere più copie al giornale”. Tale stampa, per Giovanni Vassallo, non ha fatto altro che “pompare cose che, in realtà, si rivelano nulle”. Ed a causa, sempre, di tale stampa, “siamo stati bersagliati, la città di Trapani è stata bersagliata”! Siamo in un Paese libero: da noi si può dire pure che il carnefice non è l'assassino, ma il poliziotto che scopre il delitto. Tanti anni di berlusconismo sono pur serviti a qualcosa.
