Tribunale

Sì, alle coppie di fatto

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La vita delle coppie di fatto deve essere equiparata a quella delle coppie sposate in virtù della “significativa evoluzione sociale” degli ultimi tempi.

Lo ha affermato la Quarta Sezione Penale della Corte di Cassazione decidendo a proposito dell’ammissione al patrocinio a spese dello Stato di una coppia convivente (sentenza n. 106 del 5 gennaio 2006).

La Suprema Corte ha ricordando in proposito la “significativa evoluzione sociale, normativa e giurisprudenziale registratasi negli ultimi tempi ed evidentemente finalizzata a dare rilievo sociale e giuridico (ovviamente, sia nella buone e sia nella cattiva sorte) alla famiglia di fatto“.

Dovendo confrontarsi con le mutate concezioni che via via si sono affermate nella società moderna in materia di rapporti interpersonali” – continua la sentenza – va “considerato la famiglia di fatto quale realtà sociale che, pur essendo al di fuori dello schema legale cui si riferisce, esprime comunque caratteri ed istanze analoghe a quelle della famiglia in senso stretto intesa”.

Per la Corte esiste la “evidente necessità di porre l’accento sulla realtà sociale piuttosto che sulla veste formale dell’unione tra due persone conviventi”.

Secondo i primi commenti, con la sentenza emanata si “prende finalmente atto della pluralità delle relazioni familiari che esistono nel nostro Paese, tutte meritevoli di pari tutela atteso che sempre più persone decidono di costruire un rapporto affettivo non utilizzando l’istituto matrimoniale“.

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