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Tranchida risponde all’Uomo della Valle

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La settimana scorsa abbiamo pubblicato – pur non condividendolo – l’intervento di un consigliere comunale di Erice, che ironizzava in merito alle diverse iniziative recentemente svoltesi sulla vecchia”, ma attuale, questione della rettifica dei confini tra Trapani ed Erice.

Il consigliere, che ha voluto, restare anonimo ed, ironicamente, si è firmato “Uomo della Valle”, ha anche ironizzato sull’impegno del Comitato guidato da Silvana Catalano, latore di un referendum che aspira a dar voce ai cittadini sulla questione.

Questa settimana ospitiamo la replica del consigliere provinciale Giacomo Tranchida (Democratici di Sinistra), chiamato in causa dall Uomo della Valle.

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Caro anonimo, consigliere comunale ericino, firmatario “uomo della valle” dell’articolo “Comitati & Frazioni”, aspettando che tu prenda a due mani il coraggio di uomo, prima, e di soggetto politico poi, che non si nasconde dietro l’anonimato, desidero in ogni caso accettare la maldestra provocazione ed entrare nel merito dell’articolo stesso.

In primo luogo, considero molto positivo che “cittadini normali” scottati dal malcostume politico ericino, che rischia di risparmiare “ben pochi”, diversamente da te caro anonimo, non solo hanno avuto il coraggio civico di firmarsi nel loro S.O.S. Erice alla politica che dovrebbe alta volare, al pari non hanno avuto esitazione alcuna e innanzi alla luce del sole di manifestare volontà di non consentire oltremodo che certa politica ericina abbia ancora a rubare le speranze e la possibilità di crescita di quella comunità.

In relazione poi, all’ironia da te manifestata sulla metodologia di coinvolgimento della volontà popolare, anche attraverso la raccolta di firme – quale espressione democratica e trasparente del consenso, sia ad una proposta condivisa che per una protesta collettiva -, mi permetto diversamente considerarla una forma ancora attuale e assai trasparente di “fare politica” rispetto all’acquisizione del “consenso” con becere logiche clientelari, di cui giustamente poi ci si vergogna, come presumo nel caso che ti riguarda, al punto tale che porta ad occultare la tua identità.

Circa l’ilare chiamata in causa del sottoscritto quale possibile candidato a Sindaco di Erice, potendo vantare – a tuo dire – quali “credenziali” l’aver ricoperto la carica di Sindaco di Valderice per diversi anni, mi permetto semplicemente di rappresentare che il sottoscritto, pur avendo amministrato e per diversi anni Valderice (e verosimilmente commesso anche errori), risulta essere in ogni caso abbastanza conosciuto dai propri concittadini e noto a quelli del circondario, e proprio per questo non ha paura di mettere nome e cognome, la propria firma e la propria faccia nelle scelte e/o iniziative politiche di cui si rende protagonista, diversamente temo per te – caro anonimo consigliere comunale ericino – ma per la stessa identica ragione: “ti conoscono” e sicuramente “bene” i tuoi concittadini.

Prima o poi spero di conoscerti, politicamente parlando, meglio anch’io.

Giacomo Tranchida

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