Giornalisti con la democrazia a senso unico

TRAPANI, 13 OTT – In questi giorni s’è parlato molto, a Trapani, di “Articolo 21” della Costituzione, di libertà di opinione e di critica. Di attacco alla Democrazia che si rileverebbe quando un esponente politico si rivolge alla Magistratura per mettere a tacere un giornalista eccessivamente critico.

In particolare, giustamente, l’amico Egidio Morici sul blog “500 firme” ha scritto: «Se non sei allineato al potere, è molto difficile fare il giornalista, soprattutto in provincia di Trapani. Lo sanno tutti. E da tempo immemore».

Quello che fa specie, tuttavia, è il fatto che questa Democrazia, per gli stessi giornalisti, non verrebbe attaccata, la libertà di opinione e di critica non verrebbe intaccata, quando a rivolgersi alla Magistratura è un giornalista per tutelarsi, a sua volta, dalle critiche.

Insomma, da questa situazione, si rivelerebbe che la “Casta dei giornalisti”, strettamente professionisti naturalmente avrebbe il diritto tanto di criticare i politici, quanto quello, a sua volta, di non essere criticata. Anzi, proprio, di non essere nominata.

La riprova di questo assioma è dato da una raccomandata che abbiamo appena ricevuto da uno studio legale che ci comunica di aver «ricevuto incarico di adire l’Autorità Giudiziaria per la tutela degli interessi della mia Patrocinata».

La signora, della quale, al momento, vogliamo mantenere l’anonimato, per mezzo del Suo legale, ci fa sapere che «la invito e diffido pertanto dal pubblicare altro materiale che attenga a (omissis) ed oscurare le informazioni errate divulgate relativamente alla stessa».

L’aver nominato la giornalista, casualmente, nel corso di un nostro “post”, ad avviso dei legali, infatti, comporta, per la stessa «grave pregiudizio» poiché le «asserzioni hanno arrecato alla reputazione professionale della mia Assistita, determinandole la perdita di credibilità agli occhi dei clienti ed operatori del settore».

A commentare queste asserzioni e questo diritto all’ “oscuramento”, presente e futuro, del proprio nome non ce la facciamo.

Ci affidiamo, pertanto, alle parole, utilissime e valide, in questo caso, che l’ex-sindaco Girolamo Fazio ha esternato all’indomani della condanna del giornalista Rino Giacalone, a commento delle critiche che gli sono piovute addosso: «dibattito democratico di chi intende la legalità a senso unico (per gli altri e non per se’)»!