acqua

Acqua sprecata

Sono anni che sento parlare di carenza d’acqua, di siccità, di conduttore fatiscenti e di approvvigionamento illegale, si da la colpa a questo e a quello, a Dio e alla natura, anche alla mafia, e non si conclude nulla.Io, come residente nella Città di Trapani, intanto dò la colpa ad uno solo: al sindaco della mia Città. Perché?…

Perché fa pagare solo il canone senza tener conto dell’effettivo consumo. Vogliamo un cosciente consumo d’acqua? Basta premiare chi ne consuma poca e penalizzare chi la spreca. Per essere chiaro e confermare l’assurdo. Io sono proprietario di un immobile che consta di due piani. A causa dell’umidità non posso locare il piano terra, e praticamente utilizzo tutto l’immobile da solo perché single.

Non ho lavatrice, ne lavastoviglie e faccio una doccia al giorno col secchio; utilizza un solo bagno ed evacuo una volta al dì. Praticamente consumo circa 100 litri d’acqua al giorno che in sei mesi diventano 18 mc.

Ho chiesto, invano, chiarimenti all’ Ufficio competente per ottenere una riduzione del canone vista la notevole differenza di consumo rispetto al minimo contrattuale che sono costretto a pagare.

L’Ufficio Acquedotti mi ha spiegato che il costo del liquido dipende dalla casa e non dalle persone. Forse il signor  Sindaco mi consiglia di consumare più acqua per pareggiare? Anziché fare una sola doccia al dì farne tre e tenere il rubinetto aperto anche quando rispondo al telefono?

Il sistema di pagamento in vigore, oltre a penalizzare il risparmiatore, favorisce l’evasione del dovuto e incoraggia e premia gli spreconi e danno degli utenti sfortunati che hanno l’acqua a singhiozzo e con intensità minima. Questi ultimi pagano il canone rimanendo assetati a causa della rete idrica inadeguata.

Se si pagasse ad erogazione i fortunati spegnerebbero subito le pompe appena riempiti i recipienti provocando un maggior flusso d’acqua nei rubinetti degli utenti sfortunati. Invece chi ha fortuna non spegne i motori (odo il lamento fino a notte) e utilizza il prezioso liquido per cose inutili, tanto non paga l’eccedenza.