Erice e lo scuolabus negato

«La Regione riconosce e garantisce la libertà della famiglia nell’educazione dei figli e il diritto allo studio per tutti gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado». Tanto scrive la Regione Siciliana all’art. 1 della Legge 3 ottobre 2002, n. 14. Il secondo comma aggiunge che «al fine di favorire tale libertà la Regione promuove interventi volti a rimuovere gli ostacoli … che si frappongono alla piena attuazione dei principi indicati».

Questi principi diventano discutibili nel Comune di Erice, che è parte della Regione Siciliana.

La “libertà di scelta” della famiglia dell’Istituto Scolastico cui affidare l’educazione dei figli è limitata, secondo le chiare indicazioni politiche che sono dietro i principi ispiratori della norma, dal “Regolamento servizio trasporto scolastico mediante scuolabus”, approvato dal Consiglio comunale di Erice il 20 settembre 2012. Difatti, l’articolo 2, ultimo comma del Regolamento sembra porre una chiara limitazione: «il servizio è concesso, esclusivamente, in favore degli alunni che frequentano il plesso scolastico più vicino alla propria abitazione». Una limitazione che sembra una discriminazione: la norma vale solo «per gli alunni abitanti nel territorio urbano di Casa Santa».

Le famiglie degli alunni residenti nelle frazioni di Pizzolungo, San Cusumano possono scegliere pienamente la scuola da far frequentare ai propri figlioli. Quelli di San Giuliano e Trentapiedi no.

O, se proprio vogliono scegliere, sappiano, dice l’Amministrazione che ha imposto la norma, che non avranno diritto allo scuolabus e quindi che si dovranno “arrangiare”, tanto per le spese quanto per la gestione dei trasferimenti.