Faber è vivo

11 gennaio 2005. Una riflessione a sei anni dalla morte di De Andrè..

Sei anni fa moriva Fabrizio De Andrè, il cantautore dei cantautori, il poeta dei poeti, il musicista dei musicisti; proprio lui, lui che con le sue canzoni ha fatto la differenza, lui che con le sue parole ha sempre difeso i deboli, gli emarginati, le prostitute, le varie etnie, gli zingari, la pace; lui che con la sua musica è sempre riuscito a regalare emozioni uniche.

Ricordo perfettamente quel giorno; ero a Pisa, tornando da lezione, accendo la tv e leggo la notizia sul televideo rai: Fabrizio De Andrè è morto.

La sera su rai due riproposero il concerto del 98 al Brancaccio di Roma, due ore di musica ed emozioni, ma anche di tanta tristezza; così fecero anche gli anni successivi con degli speciali vari.

Il 12 marzo 2000, tanti artisti si riunirono per un concerto a Genova (Faber, amico fragile), il miglior modo per ricordarlo, ovvero…con la musica.; questo concerto fu poi pubblicato su doppio cd nel novembre del 2003, e il ricavato fu devoluto in beneficenza.

In questi sei anni di cose ne sono accadute, sia in Italia che nel mondo; chissà quali canzoni avrebbe scritto Fabrizio, chissà quali album avremmo comprato, chissà quanti concerti avremmo visto in questi sei tristi anni; La musica, l’11 gennaio ’99 ha perso un figlio…anzi, direi proprio che la musica abbia perso un padre.

Fortunatamente grazie ai suoi album, sembra che Faber sia ancora vivo, le sue canzoni sono immortali, e grazie ad esse riesco ad avere un punto di riferimento sempre; non sono mai state solo canzonette, i temi trattati si rispecchiano in tutte le realtà e si ritrovano di giorno in giorno diventando attuali più che mai.

De Andrè ci ha regalato tanto con la sua musica, e il suo ricordo rimmarrà sempre nei nostri cuori; in questo momento scriverei un mare di cose, ma credo che sia più giusto dire semplicemente: Grazie Faber

“..Quello che non ho è di farla franca
quello che non ho è quel che non mi manca
quello che non ho sono le tue parole
per guadagnarmi il cielo per conquistarmi il sole..”

Francesco Genovese